Come ottenere le detrazioni del 65% per la ristrutturazione

131008195970_mta_detrazione_65_pompe_di_calore-1Accorgimenti e consigli su come utilizzare le detrazioni fiscali più elevate – quelle dedicate all’efficienza energetica – per rimettere a nuovo l’abitazione: dalle facciate alle finestre, dal tetto alle tende solari, tutti gli interventi che potrebbero costarvi meno della metà

Se piove si chiude da sola: più luce nel sottotetto con la finestra elettrica Ggu Integra di Velux che in caso di pioggia si chiude automaticamente grazie al sensore

Risparmiare? Basta poco. Sostituire la vecchia stufa con una a controllo elettrico: si usa la metà del combustibile, come afferma l’azienda Piazzetta. Creare una facciata ventilata in gres: si avrà il 40 per cento di risparmio sulla climatizzazione, secondo Confindustria Ceramica. Lavori “addolciti” dalle detrazioni del 65 per cento o dal bonus del Conto termico. Risultato? Meno consumi, più qualità della vita e rispetto per l’ambiente. «Attenzione alle case realizzate prima del ’77», dice Domenico Prisinzano dell’Enea, «data delle prime leggi sui consumi energetici». E dal 2021 gli edifici nuovi dovranno essere ad energia quasi zero.

Primo step: il check up della casa

Eseguire la diagnosi energetica da un professionista aggiornato sulle normative. «Verificare le caratteristiche termiche delle strutture», continua Domenico Prisinzano, ricercatore Enea, «quali i muri, i tetti, gli infissi e individuare i ponti termici, cioè i punti deboli dell’involucro dove il calore trova una via preferenziale per uscire. I ponti termici possono essere strutturali o di forma: strutturali quando c’è un cambio di materiale, per esempio si passa dalle travi in cemento armato alle pareti in laterizio; oppure di forma, in presenza di un angolo». L’effetto è la dispersione di calore, la condensa, l’umidità e le muffe.

 

Coibentare l’involucro

Il sistema più efficace è, secondo Saint-Gobain Isover, il cappotto esterno: si realizza in pochi giorni, tra posa delle lastre isolanti, rete, rasatura e tempi di attesa per l’asciugatura dell’intonaco finale. Si riducono fino al 70 per cento i consumi di climatizzazione e riscaldamento. Tra i materiali isolanti: la lana di vetro, a bassissima conducibilità termica, traspirante, che garantisce anche il comfort acustico e la protezione al fuoco. Se non si può agire dall’esterno – chi vive in condominio deve chiedere l’autorizzazione all’amministratore – c’è la coibentazione interna, ma non ha le stesse performances del cappotto.

 

Riqualificare il tetto

Recuperare il tetto: si abbattono i consumi, si dimezzano le spese in bolletta e si ottiene una stanza in più nel sottotetto. Velux, azienda specializzata in finestre per tetti, quantifica il risparmio: in una mansarda degli anni Ottanta si pagano 670 euro all’anno in meno di riscaldamento e climatizzazione, grazie all’isolamento di tetto, pareti e alla sostituzione di vecchi lucernari con finestre per tetti basso emissive e dotate di schermature solari.

Tetto e facciate ventilati

«Un tetto in legno, coibentato, traspirante, a tenuta all’aria e ventilato», afferma Pierpaolo Casini di Sistem Costruzioni, «si realizza con un sistema a strati formato da tanti elementi, tra cui la struttura lamellare portante, almeno 16-20 centimetri di isolante, un telo traspirante impermeabile, i listelli di ventilazione, i listelli porta tegola e le tegole». Nella falda inclinata del tetto si realizza un’intercapedine: genera un flusso di aria dal basso verso l’alto e garantisce una casa senza umidità e con un clima ideale. Per le pareti, la facciata ventilata: è una “seconda pelle” dell’edificio e segue gli stessi principi di ventilazione del tetto.

Le finestre

Coibentare il tetto e le pareti non basta. È fondamentale dotare la casa di serramenti performanti: i tripli vetri isolano circa il 45 per cento in più rispetto a un doppio vetro. Le finestre, come sostiene Finstral, oltre a isolare hanno però un altro compito: far passare i raggi solari per il tepore domestico, un beneficio limitato dal triplo vetro. Per le zone della casa esposte ad Est, Ovest o a Sud si consigliano i doppi vetri basso emissivi.

 

Gli impianti di riscaldamento e la domotica

Scegliere una caldaia a condensazione: ha un rendimento più elevato perché recupera gran parte del calore latente di condensazione del vapore d’acqua presente nei fumi. Oppure le caldaie a biomasse o una pompa di calore ad alta efficienza. Secondo l’azienda Unical, con un modello a condensazione si ottiene un rendimento del +18 per cento rispetto alle vecchie caldaie. In più, la domotica, per monitorare i consumi e automatizzare tutti i dispositivi e gli impianti.

Le schermature solari e i pannelli solari

Rientrano nelle detrazioni del 65 per cento anche i pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria e le schermature solari. Gibus consiglia le tende da sole esterne, perché generano un abbattimento del calore pari all’85-90 per cento, rispetto al 40-50 per cento di quelle interne.

Altre idee

Non rientrano nelle detrazioni del 65 per cento, ma contribuiscono a ridurre gli sprechi: le grondaie per il recupero dell’acqua, l’irrigazione collegata alla stazione meteo che si aziona solo se non piove, l’addolcitore che rende l’acqua potabile, i rubinetti water friendly, i sensori di presenza per l’illuminazione.

Articolo tratto da: http://design.repubblica.it/2016/10/13/ristrutturare-soluzioni-65-per-cento/