Modena, mercato immobiliare in ripresa

Si conferma, nel primo trimestre del 2016, il trend di ripresa del mercato immobiliare residenziale, fotografato nel mese di gennaio: secondo i dati raccolti nei primi tre mesi su un significativo panel di agenzie immobiliari della provincia di Modena, il volume di vendite nel settore residenziale è aumentato del 2% rispetto all’analogo periodo del 2015, mentre il prezzo medio delle abitazioni, in calo ulteriore di quasi due punti percentuali, si conferma in una forbice tra 1000,00 euro al metro quadrato per la provincia e 1500,00 per Modena relativamente all’usato, e tra 2450,00 nel capoluogo contro i 1800,00 in provincia per ciò che riguarda il nuovo.

‘Sul settore residenziale i dati elaborati e gli elementi di prospettiva raccolti nella nostra indagine sono confortanti – commenta Raffaele Vosino, presidente provinciale di Fimaa-Confcommercio – e fanno il paio con quelli diffusi nei giorni scorsi da Nomisma nella sua nota congiunturale sul mercato immobiliare modenese, relativamente però ai primi due mesi dell’anno: alla crescita della domanda si è anche unita una decisa riduzione dei tempi medi di vendita (9,5 mesi) e di locazione (2,5 mesi)’. Il mercato immobiliare residenziale continua ad essere sospinto da un’offerta creditizia particolarmente attrattiva, con particolare riferimento al livello dei tassi dei mutui, che a marzo ha toccato un nuovo minimo storico: come rileva Nomisma, nel mercato modenese, ben il 72% per cento degli acquisti di case effettuati nel corso dell’ultimo anno sono stati sostenuti da un mutuo, un livello superiore addirittura di venti punti rispetto alla quota dell’anno precedente. Il comparto direzionale, assieme a quello produttivo, è ancora in difficoltà: non si registrano infatti, nemmeno nel primo trimestre, segnali di inversione di tendenza, né sulle vendite né sulle locazioni, con un contestuale livellamento dei prezzi verso il basso in una forbice tra l’1,5% (zone periferiche) e il 3% (zone centrali). Prezzi che sui capannoni hanno subito, sempre nel primo trimestre, una riduzione del 3,5% per l’usato e di oltre il 5% per il nuovo.

 

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