Vendita casa: chi paga le spese condominiali arretrate?

Nel 2018 abbiamo sostituito il vecchio ascensore e l’amministratore ha suddiviso la spesa in base ai soli millesimi (io mi ero opposto ritenendo il criterio errato). Ho saldato tutte le spese entro l’agosto del 2019 e ho venduto l’appartamento. Ora l’amministratore, ravvedutosi dell’errore e rifatti i conteggi con il criterio valore/piano, mi richiede un pagamento aggiuntivo. Come mi devo comportare? È chiamato in causa anche il nuovo proprietario?

Il quarto comma dell’articolo 63 delle disposizioni di attuazione del Codice civile stabilisce che chi subentra nei diritti di un condomino — è appunto il caso del compratore — è obbligato, in solido con questo, al pagamento dei contributi relativi all’anno in corso e a quello precedente (si fa riferimento all’anno di gestione condominiale, non a quello solare). L’amministratore, quindi, può rivolgersi per il pagamento indifferentemente all’uno o all’altro (stesso discorso tra donante-donatario). Se è il nuovo proprietario a pagare poi dovrà attivarsi per il recupero della somma nei confronti del venditore. Per i lavori straordinari, come la sostituzione dell’ascensore, tenuto a sopportarne i relativi costi è chi risultava proprietario al momento in cui è stata adottata la delibera (Cassazione 2/9/2008, n. 22034). Se le spese sono state deliberate prima della stipulazione dell’atto di trasferimento dell’unità immobiliare, ne risponde pertanto il venditore, a nulla rilevando che i lavori siano stati, in tutto o in parte, eseguiti successivamente. L’acquirente che fosse costretto a pagare in forza del principio di solidarietà passiva previsto dall’articolo 63, ha il diritto di rivalersi nei confronti del venditore. È fatto ovviamente salvo l’eventuale diverso accordo fra le parti.

Articolo tratto da: https://www.corriere.it/pensioni-investimenti-risparmi-esperto-risponde/25-02-2020/index.shtml